LA CRISI ECONOMICA IL GOVERNO MONTI E LE CONSEGUENZE PSICHICHE
La Dottoressa Manuela Barbarossa discute telefonicamnete con un gruppo di studenti dell’Università Statale di Milano che si sono interrogati sulle conseguenze psichiche dell’attuale crisi economica e delle manovre risolutive del governo Monti. Riportiamo il testo della telefonata.
“Ritiene importante una analisi anche psichica dell’attuale crisi economica e delle manovre scelte dal governo Monti per risolverla ?”
La ritengo necessaria. Direi assolutamente necessaria. In una conferenza tenutasi proprio all’ Università Statale di Milano , dedicata al filosofo W.T.Adorno, ho avuto modo di sottolineare che siamo di fronte ad un cambiamento antropologico tale per cui all’uomo economico di Marx dobbiamo affiancare, se così si può dire, l’uomo psichico. L’elemento psichico profondo che ha avuto dopo Freud , una propria centralità nelle indagini sociali, oggi mi pare che assuma uno spessore ancora più rilevante se non imprescindibile. Si è spostata l’asse di osservazione e di analisi dell’esistente. Questo perchè l’individuo nella sua strutturazione è profondamente mutato. Così come è mutato nelle sue manifestazioni comportamentali che si prestano a loro volta ad una interessante lettura sintomatica.
“Come reagisce dunque l’uomo psichico moderno di fronte all’attuale crisi” ?
Se vogliamo mantenerci sul piano del senso comune, e fare riferimento alla comune percezione , quella più legata alla coscienza per intenderci, possiamo dire che emerge una notevole fragilità. Ma quello che emerge a fianco di essa, e sulla quale possiamo discutere , è anche l’immagine di un mondo sempre più estraneo, vessatorio, punitivo, che utilizza strumentalmente tematiche morali , ad hoc, per legittimare manovre di natura persecutoria. A fronte di messaggi edonistici. Ad esempio , la parola “rinuncia” continuamente ripetuta , entra in totale conflitto con il modello edonistico pubblicizzato, e rappresentato anche da parte della classe politica.
Un terzo elemento si aggiunge : un eccesso di informazioni , a tratti contraddittorie, ripetute ossessivamente, particolaristiche, il che non vuole dire necessariamente informazione o cultura dell’essente, che agitano gli animi.Anche sull’attuale informazione , potremmo discutere sul piano psichico. Questi tre elementi costruiscono già d soli, posti schematicamente per comodità espositiva, un quadro preoccupante.
“E’ dunque anche un problema di comunicazione ?”
Recentemente ho scritto “ il nostro tempo è invaso e pervaso dalle parole, dalle immagini, e, forse, da un eccesso di risposte in assoluta assenza di domande. “Credo che il problema della comunicazione sia ovviamente fondamentale. Direi che è SEMPRE un problema di comunicazione. Ma ancora più importante analizzare , è la tendenza manipolatoria di rispondere a domande non fatte, che inducono il soggetto , a posteriori, a farsele.
“Caspita. E’ come se io inducessi un falso bisogno, magari creando anche una falsa paura o una falsa percezione del reale.”
Perfetto. Proprio così. E, per di più impedisco anche lo sviluppo della personale capacità di domandare in forma autonoma, critica, adeguata.
“Insomma: l’uomo moderno, psichico, è sottoposto ad un attacco manipolatorio , tanto che aspetta di essere guidato per mano , anche nella sua reazione alla crisi. “.
Si. Direi di si. Vi è oramai un’esistenza ipercollettiva, massificata al massimo. Ci dicono casa percepire, come reagire, cosa sentire. E’ questo a mio parere il dato più preoccupante . La crisi economica di questo momento, vede di fronte a sè, un’antropologia che è costretta ad uniformarsi sui modelli sociali collettivi. Questo impedisce una analisi della stessa situazione economica, e dunque rende complessa la presa di coscienza INDIVIDUALE della crisi stessa. L’individuo moderno ha lasciato il posto al collettivo, inteso come perdita soggettiva, come adeguamento al così fan tutti. Pensi che le persone sembra passino la maggior parte del loro tempo a discutere su quello che è stato detto e visto in televisione. . Ma le pare ?
Grazie per avermi chiamato
Grazie a lei.