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	<title>Dott.ssa Manuela Barbarossa</title>
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	<description>Psicoterapeuta - Psicoanalista</description>
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		<title>LA CRISI ECONOMICA IL  GOVERNO MONTI E LE CONSEGUENZE PSICHICHE</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni psicoanalitiche]]></category>

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		<description><![CDATA[ La Dottoressa Manuela Barbarossa discute telefonicamnete con un gruppo di studenti dell&#8217;Università Statale di Milano che si sono interrogati sulle conseguenze psichiche dell&#8217;attuale crisi economica e delle manovre risolutive del governo Monti. Riportiamo il testo della telefonata. &#8220;Ritiene importante una analisi anche psichica dell&#8217;attuale crisi economica e delle manovre scelte dal governo Monti per risolverla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span></span><span style="color: #b80047;">La Dottoressa Manuela Barbarossa discute telefonicamnete con un gruppo di studenti dell&#8217;Università Statale di Milano che si sono interrogati sulle conseguenze psichiche dell&#8217;attuale crisi economica e delle manovre risolutive del governo Monti. Riportiamo il testo della telefonata. </span></h2>
<h2><span style="color: #0066cc;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;">&#8220;</span></span></span><em><span style="color: #0066cc;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">Ritiene importante una analisi anche psichica dell&#8217;attuale crisi economica e delle manovre scelte dal governo Monti per risolverla ?&#8221;</span></span></span></span></em></h2>
<h2><em></em><span style="color: #b80047;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em>La ritengo necessaria. Direi assolutamente necessaria. In una conferenza tenutasi proprio all&#8217; Università Statale di Milano , dedicata al filosofo W.T.Adorno, ho avuto modo di sottolineare che siamo di fronte ad un cambiamento antropologico tale per cui all&#8217;uomo economico di Marx dobbiamo affiancare, se così si può dire, l&#8217;uomo psichico. L&#8217;elemento psichico profondo che ha avuto dopo Freud , una propria centralità nelle indagini sociali, oggi mi pare che assuma uno spessore ancora più rilevante se non imprescindibile. Si è spostata l&#8217;asse di osservazione e di analisi dell&#8217;esistente. Questo perchè l&#8217;individuo nella sua strutturazione è profondamente mutato. Così come è mutato nelle sue manifestazioni comportamentali che si prestano a loro volta ad una interessante lettura sintomatica.</em></span></span></span></h2>
<h2><span style="color: #280099;">“<span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em><span style="text-decoration: underline;"><strong>Come reagisce dunque l&#8217;uomo psichico moderno di fronte all&#8217;attuale crisi” ?</strong></span></em></span></span></span></h2>
<h2> <span style="color: #b80047;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Se vogliamo mantenerci sul piano del senso comune, e fare riferimento alla comune percezione , quella più legata alla coscienza per intenderci, possiamo dire che emerge una notevole fragilità. </strong></em></span></span></span><span style="color: #b80047;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Ma quello che emerge a fianco di essa, e sulla quale possiamo discutere , è anche l&#8217;immagine di un mondo sempre più estraneo, vessatorio, punitivo, che utilizza strumentalmente tematiche morali , ad hoc, per legittimare manovre di natura persecutoria. A fronte di messaggi edonistici. Ad esempio , la parola “rinuncia” continuamente ripetuta , entra in totale conflitto con il modello edonistico pubblicizzato, e rappresentato anche da parte della classe politica. </strong></em></span></span></span></h2>
<h2><span style="color: #b80047;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Un terzo elemento si aggiunge : un eccesso di informazioni , a tratti contraddittorie, ripetute ossessivamente, particolaristiche, il che non vuole dire necessariamente informazione o cultura dell&#8217;essente, che agitano gli animi.</strong></em></span></span></span><span style="color: #b80047;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Anche sull&#8217;attuale informazione , potremmo discutere sul piano psichico. Questi tre elementi costruiscono già d soli, posti schematicamente per comodità espositiva, un quadro preoccupante.</strong></em></span></span></span></h2>
<h2> <span style="color: #b80047;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #280099;">“<span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: medium;"><em><strong><span style="font-size: medium;">E&#8217; dunque anche un problema di comunicazione ?”</span></strong></em></span></span></span></span></span></span></span></span></h2>
<h2> <span style="color: #b80047;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Recentemente ho scritto “ il nostro tempo è invaso e pervaso dalle parole, dalle immagini, e, forse, da un eccesso di risposte in assoluta assenza di domande. “</strong></em></span></span></span><span style="color: #b80047;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Credo che il problema della comunicazione sia ovviamente fondamentale. Direi che è SEMPRE un problema di comunicazione. Ma ancora più importante analizzare , è la tendenza manipolatoria di rispondere a domande non fatte, che inducono il soggetto , a posteriori, a farsele.</strong></em></span></span></span></h2>
<h2> <span style="text-decoration: underline;">“<span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong><span style="color: #280099;">Caspita. E&#8217; come se io inducessi un falso bisogno, magari creando anche una falsa paura o una falsa percezione del reale.”</span></strong></em></span></span></span></span></span></span></h2>
<p align="left"><span style="color: #b80047;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Perfetto. Proprio così. E, per di più impedisco anche lo sviluppo della personale capacità di domandare in forma autonoma, critica, adeguata.</strong></em></span></span></span></p>
<h2> <span style="color: #280099;">“<span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Insomma: l&#8217;uomo moderno, psichico, è sottoposto ad un attacco manipolatorio , tanto  che aspetta di essere guidato per mano , anche nella sua reazione alla crisi. “.</strong></em></span></span></span></h2>
<h2> <span style="color: #b80047;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Si. Direi di si. Vi è oramai un&#8217;esistenza ipercollettiva, massificata al massimo. Ci dicono casa percepire, come reagire, cosa sentire.  E&#8217; questo a mio parere il dato più preoccupante . La crisi economica di questo momento, vede di fronte a sè, un&#8217;antropologia che<span style="color: #800000;"> è</span>  costretta ad uniformarsi  sui modelli sociali collettivi. Questo impedisce una analisi della stessa situazione economica, e dunque rende complessa la presa di coscienza INDIVIDUALE della crisi stessa. L&#8217;individuo moderno ha lasciato il posto al collettivo, inteso come perdita soggettiva, come adeguamento al così fan tutti. Pensi che le persone sembra passino la maggior parte del loro tempo a discutere su quello che è stato detto e visto in televisione. . Ma le pare ? </strong></em></span></span></span></h2>
<h2> </h2>
<p><span style="color: #b80047;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Grazie per avermi chiamato</strong></em></span></span></span></p>
<h2> </h2>
<p><span style="color: #b80047;"><span style="font-family: Aharoni;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Grazie a lei. </strong></em></span></span></span></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>APPUNTAMENTI TELEVISIVI DI GENNAIO</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 14:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[LUNEDI  23 GENNAIO   2012 ALLE ORE 14.00 MANUELA BARBAROSSA  OSPITE DI MILANOW   ( CANALE DIGITALE TERRESTRE 191 ) GIOVEDI 26  GENNAIO 2012  ALLE ORE 18.00   MANUELA BARBAROSSA OPSITE DI   7GOLD   PROPONE UNA ANALISI PSICHICA  DELLA  VIOLENZA  CHE STA AUMENTANDO NELLE CITTA&#8217;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><strong>LUNEDI  23 GENNAIO   2012 ALLE ORE 14.00 MANUELA BARBAROSSA  OSPITE DI MILANOW   ( CANALE DIGITALE TERRESTRE 191 )</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><strong>GIOVEDI 26  GENNAIO 2012  ALLE ORE 18.00   MANUELA BARBAROSSA OPSITE DI   7GOLD   PROPONE UNA ANALISI PSICHICA  DELLA  VIOLENZA  CHE STA AUMENTANDO NELLE CITTA&#8217;.</strong></span></p>
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		<title>Il concetto di essenza in psicoanalisi</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 22:34:02 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Riflessioni psicoanalitiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Il seminario sul concetto di essenza in psicoanalisi,   elaborato dalla dott.ssa Manuela Barbarossa,  tenutosi alla Scuola di Formazione in Psicoanalisi di Cremona, verrà riproposto  nel mese di gennaio 2012   a Milano.  Per le iscrizioni telefonare allo 02.89123100.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il seminario sul concetto di<em> essenza in psicoanalisi</em>,   elaborato dalla dott.ssa Manuela Barbarossa,  tenutosi alla Scuola di Formazione in Psicoanalisi di Cremona, verrà riproposto  nel mese di gennaio 2012   a Milano.  Per le iscrizioni telefonare allo 02.89123100.</strong></p>
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		<title>Appuntamento televisivo</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 12:34:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdi 16 dicembre Manuela Barbarossa sarà a Lombardia Channel (canale 615 del digitale terrestre ) alle ore 13.15 , per discutere del danno psicobiologico ed esistenziale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong>Venerdi 16 dicembre Manuela Barbarossa sarà a Lombardia Channel (canale 615 del digitale terrestre ) alle ore 13.15 , per discutere del danno psicobiologico ed esistenziale.</strong></span></p>
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		<title>Seminario</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 21:52:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sabato 3 dicembre 2011  ore  10.30, presso lo studio in via Numa Pompilio 7 &#8211; Milano, Manuela Barbarossa  terrà l&#8217;  ultimo incontro  del SEMINARIO  su  &#8220; La clinica freudiana : il simbolico &#8221; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 3 dicembre 2011  ore  10.30, presso lo studio in via Numa Pompilio 7 &#8211; Milano, Manuela Barbarossa  terrà l&#8217;  ultimo incontro  del SEMINARIO  su  &#8220; La clinica freudiana : il simbolico &#8221;</p>
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		<title>Appuntamento televisivo RAI 2</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 21:42:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lunedi 5 dicembre Manuela Barbarossa ospite di Italia sul due , RAI  2  ore 14.30]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Lunedi 5 dicembre Manuela Barbarossa ospite di Italia sul due , RAI  2  ore 14.30</h4>
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		<title>Appuntamento televisivo</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 19:33:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Martedi 29 novembre Manuela Barbarossa è invitata alle ore 15 dalla televisione  7Gold, per parlare dell&#8217; Associazione AIVIS, della quale è presidente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedi 29 novembre Manuela Barbarossa è invitata alle ore 15 dalla televisione  7Gold, per parlare dell&#8217; Associazione AIVIS, della quale è presidente.</p>
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		<title>Appuntamento televisivo</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 19:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledi 19 ottobre  a Lombardia Channel, alle ore 20.30  Manuela Barbarossa, in qualità di psicoanalista e filosofa,  discute di Pregiudizio e della paura della diversità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledi 19 ottobre  a Lombardia Channel, alle ore 20.30  Manuela Barbarossa, in qualità di psicoanalista e filosofa,  discute di Pregiudizio e della paura della diversità.</p>
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		<title>Masse, gruppi e psicologia fondamentalista  di Manuela Barbarossa</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 19:17:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Riflessioni psicoanalitiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho già avuto occasione di proporre alcune riflessioni in merito a Totem e tabù, che ritengo uno degli scritti più interessanti e profetici della produzione teorica freudiana. Nelle mie precedenti considerazioni (Barbarossa, 1999, pp. 95-99) avevo osservato come fosse possibile identificare nello studio condotto da Freud negli anni che vanno dal 1909 al 1913 relativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ho già avuto occasione di proporre alcune riflessioni in merito a Totem e tabù, che ritengo uno degli scritti più interessanti e profetici della produzione teorica freudiana. Nelle mie precedenti considerazioni (Barbarossa, 1999, pp. 95-99) avevo osservato come fosse possibile identificare nello studio condotto da Freud negli anni che vanno dal 1909 al 1913 relativo alla genesi della civiltà e delle produzioni religiose dello spirito, indicazioni a dir poco illuminanti per la comprensione della struttura psichica e pulsionale, sia individuale che collettiva.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Le tesi esposte nelle pagine di quel saggio – che lo stesso Ernest Jones considera essere stato concepito e scritto in un periodo di grande creatività e produttività intellettuale – assumono del resto un valore esplicativo non solo in merito ai fattori preindividuali costitutivi della convivenza civile, ma anche in merito alla genesi di alcune specifiche dinamiche relazionali e sociali. Dinamiche che rappresentano ancora oggi una sorta di “fondamento” speculativo rispetto al quale, le posteriori concezioni antropologiche freudiane – in modo particolare quelle concernenti il rapporto tra l’individuo e la comunità – appaiono in larga misura come un approfondimento tematico del loro carattere peculiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei concetti dominanti nello scritto di Freud che non sembra avere trovato la giusta considerazione nella letteratura psicologica post-freudiana, – in modo particolare in quella dedicatasi allo studio delle dinamiche di gruppo e dei fenomeni di massa, forse troppo impegnata nel recupero di nozioni psicologistiche piuttosto che nella valorizzazione delle categorie psicoanalitiche – è infatti quello concernente il “clan dei fratelli” e l’idea, ad esso correlata, che proprio l’origine della religiosità e delle produzioni religiose sarebbe “qualche cosa che appartiene al figlio” (Ernest Jones 1953, p. 427), e, dunque, all’ordine simbolico-edipico.</p>
<p style="text-align: justify;">L’evento-passaggio epocale che Freud indica essersi obiettivato all’interno dell’orda primordiale, è infatti la conquista del potere da parte dei figli maschi adulti, ovvero la “messa in atto” del desiderio edipico di eliminazione del padre per prenderne il posto. Evento-passaggio che, nel suo determinarsi concretamente, libererà impulsi e fantasie persecutorie, sentimenti espiatori e di colpa, che daranno a loro volta vita a processi di differenziazione psichica e a forme di organizzazione sociale e comunitaria più complesse come quella del “clan dei fratelli”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può del resto identificare proprio nella costituzione di questa prima forma di associazione paritaria e democratica, di cui Freud tratta esaurientemente nel capitolo dedicato all’analisi del totemismo, una originaria manifestazione di “gruppo giovanile”, una sorta di prefigurazione di quella psicologia collettiva che, trasversalmente, interessa e sostiene ogni forma di aggregazione intersoggettiva specifica e delimitata, retta da leggi e da divieti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Freud ci dice ancora qualche cosa di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel ripercorrere l’ipotesi dell’orda primordiale, sulla scorta della concezione darwiniana, l’autore di Totem e tabù osserva che i figli, scacciati dal padre dèspota, violento e geloso, si organizzarono in un primo momento in “bande” al fine di sopprimere il progenitore per prenderne il posto e poter così accedere al “regno della libertà” e avere nel contempo la possibilità di fruire di ciò che era stato loro antecedentemente proibito” (Barbarossa, 1999, p. 97).</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito, forse anche con l’intento primario di attuare un controllo al fine di evitare che gli stessi sentimenti di odio e di rivalità, che avevano spinto al parricidio, potessero riattivarsi all’interno della stessa banda, questa primitiva forma di “organizzazione collettiva” si evolve attraverso la fondazione di alcune “leggi morali” atte a governare sia le relazioni interne, che quelle con il mondo circostante. Leggi morali che affondano tuttavia le proprie radici nel vissuto della colpa promossa dall’atto violento del parricidio e dagli impulsi distruttivi liberatisi, ma anche dalla conseguente percezione di essere rimasti soli.</p>
<p style="text-align: justify;">I passaggi simbolico-fattuali indicatici da Freud quali determinanti lo sviluppo della civiltà, mettono dunque in luce arcaiche forme di organizzazione sociale – la banda e il “clan dei fratelli” – che si differenziano tra loro in virtù del prevalere in una della volontà di dominio e della rivalsa, e nell’altro dell’espressione-rappresentazione ritualistica e della necessità di convivenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Non dimentichiamo infatti che il “clan dei fratelli” si costituisce a seguito del consumato parricidio, evento che farà emergere sentimenti di paura e di colpa, e che spingerà i figli a stabilire tutta una serie di proibizioni, di tabù e di relazioni regolamentate da leggi anche in funzione di un principio autoconservativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre la “banda”, per sua natura e definizione, si costituisce attraverso un patto distruttivo di alleanza contro il padre, utilizzando al proprio interno una forma di pseudo-relazionalità primitiva ed arcaica connessa essenzialmente ai sentimenti di espulsione e di eliminazione dell’“altro”, percepito quale impedimento alla propria espansione, il “clan dei fratelli”, al contrario, si propone come un momento più evoluto di organizzazione collettiva, teso alla preservazione di sé e dell’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">I primitivi sentimenti di espulsione-eliminazione di colui che è percepito esclusivamente come limite ed ostacolo, presenti all’interno della “banda”, nel mutamento di organizzazione sociale, lasciano infatti il posto “all’ambivalenza”, ovvero a quella dialettica pulsionale di odio e amore che, pur nella sua limitatezza esperienziale, incarna e rappresenta una strutturazione psicologica più articolata, relazionale ed intersoggettiva, emergente nell’ambito del “clan dei fratelli” a seguito di un passaggio fondamentale: quello che dal fattuale conduce al simbolico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel loro costituirsi quali eventi riparatori del parricidio, sia la costruzione di un totem – sostituto del padre – che l’istituzione di divieti e di interdizioni comportamentali, consentono l’accesso a sentimenti differenziati che, insieme, concorrono a produrre ex novo contenuti psichico-“spirituali” e dunque, forme di pensiero che allentano l’adesione massiccia al reale, ed introducono inibizioni e limiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se, come ci ricorda Freud stesso, “in principio era l’Azione”, ciò che caratterizzava la costituzione e l’esistenza della banda, è dunque l’alleanza-distruttiva dei figli contro il padre. In seguito, il “clan dei fratelli”, sembra invece incarnare e proporre un principio relazionale maggiormente dialettico in virtù del quale il rapporto di causa-effetto e l’inferenza analogica di cui parla Scheler a sostegno del rapporto empatico, si frappongono tra l’impulso e l’azione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si pensa alle “bande” teppistiche giovanili, ma anche a quelle poste in essere dagli stati totalitari, o alle “bande di squadristi” delle cui gesta la nostra storia non ci lesina i resoconti, simulacri moderni dell’orda primordiale, non si può non cogliere in questa primitiva e arcaica forma di organizzazione psichico-pulsionale e sociale, una costitutiva componente aggressivo-distruttiva rivolta contro l’altro, stigmatizzato come “nemico”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se, al contrario, si pensa a quelle forme di associazionismo di gruppo sostenute da una relazionalità empatica sia interna che esterna, non si può non vedere parimenti una similitudine con l’originario “clan dei fratelli”, all’interno del quale le componenti aggressive imboccano la strada della sublimazione e dell’espressione simbolica.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle due differenti “formule” associazionistiche che rintracciamo attraverso la lettura di Totem e tabù – quella della “banda” e quella del “clan dei fratelli” – fa eco, attraverso uno scarto laterale sia storico che strutturale, la “massa”, la quale, mettendo fuori gioco sia la forma dell’alleanza regressiva che connota la banda, che la relazionalità interna che caratterizza il clan dei fratelli, si propone come una forma ausiliaria di organizzazione “impersonale” che ci ricorda lo status assolutamente originario dei figli sottoposti alla legge del padre dèspota, che antecede il parricidio e la costituzione di qualsiasi gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Riferendoci allo scritto freudiano sulla psicologia delle masse (Freud, 1921) si può del resto osservare che i soggetti che formano la massa, attraverso il processo identificatorio, alienano la propria individualità a favore del “capo” – ovvero del padre simbolico – di colui che diviene l’oggetto del desiderio, tanto che il rapporto che sussiste tra i componenti di questo “insieme” è essenzialmente aleatorio, apparente, definito da una assenza di senso interno, di ragion d’essere intrinseca.<br />
La “massa” esiste totalmente “fuori di sé”, in funzione di qualche cosa che non le appartiene, ma che è illusorio e, in quanto tale, è sostenuto esclusivamente da un processo di identificazione-proiezione immaginario.</p>
<p style="text-align: justify;">La “banda” esiste in larga misura “fuori di sé”, ma in funzione di un progetto distruttivo costitutivo di un’alleanza interna, e dunque di una pseudo-relazionalità. Il “clan dei fratelli” esiste sia in sé e per sé, che “fuori di sé”, e tende pertanto a costruire forme di relazionalità diffuse e dinamiche tra l’interno e l’esterno. In questo contesto, il rapporto dei membri della “banda” con la coscienza di sé o autocoscienza, così come quello di coloro che costituiscono la massa è assente o quanto meno, inadeguato, poiché sia in un caso che nell’altro, il fondamento dell’esistenza della stessa banda o della massa è da ricercarsi sempre fuori, all’esterno, altrove.</p>
<p style="text-align: justify;">La banda, costituendosi attraverso l’alleanza contro l’altro, la massa costituendosi attraverso un patto di alienazione di sé per l’altro. Al contrario, la relazione dei soggetti che costituiscono simbolicamente il “clan dei fratelli” è, per necessità, tesa a promuovere l’autocoscienza anche attraverso l’assunzione della colpa e del distacco dal padre, e dunque del “comprendere soggettivo” che passa attraverso l’esperienza del rito, dell’interdizione, del simbolico.</p>
<p style="text-align: justify;">È innegabile che Freud, con la sua indagine sulla preistoria dell’umanità, giunge a dirci indirettamente qualche cosa di veramente rilevante sia relativamente allo sviluppo infantile-adolescenziale dell’individuo, connotato per definizione da una inconscia ricerca di forme sia fattuali che simboliche di relazione, che riguardo la sua strutturazione sociale indicandoci, nel contempo, la via da percorrere per giungere a comprendere, quanto meno nelle sue linee essenziali, anche quelle forme di espressione religiosa e non, che possiamo definire “fondamentaliste” e che animano individui e gruppi. E proprio il concetto di fondamentalismo, che connota atteggiamenti estremi di chiusura, di espulsione-eliminazione dell’“altro”, sembra mimeticamente riproporre la struttura psicologica e pulsionale della “banda”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo rappresentare un rigetto di ciò che, con il suo solo “esserci” svolge una funzione di argine-limite nei riguardi del potere di un “gruppo” che rigidamente si propone tout court come detentore di verità ontologiche, il fondamentalismo è il travestimento ascetico-idealista della pulsione espulsivo-eliminatoria e del dominio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “fondamentalista”, sia esso religioso, scientifico o ideologico tende infatti a costituirsi come il rappresentante di un insieme di individui, alleati tra loro, che nel rigetto e nell’eliminazione dell’altro, traggono la propria ragion d’essere.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gesto terroristico del fondamentalista religioso, se osservato da questa angolatura psicoanalitica, può essere infatti inteso quale emergenza di una struttura pulsionale primitiva che, mettendo fuori gioco il “clan dei fratelli”, e dunque misconoscendo la modalità relazionale che lo sostiene, abolisce l’ambivalenza, le inibizioni, la legge morale, riproponendo regressivamente “l’azione” quale momento “puro” e originario dell’essere, ed elevando l’odio a unico sentimento totalizzante.</p>
<p style="text-align: justify;">In Totem e tabù, i figli, non dimentichiamolo, uccidono il padre costituendosi in banda, per accedere al regno del piacere, dell’esogamia, della totale libertà, per accedere dunque a quello stesso regno di piacere e di “beatitudine” che il terrorista suicida, è convinto di “guadagnarsi” attraverso il suo gesto estremo che elimina sé e l’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Così come il fondamentalista “scientifico” è convinto di raggiungere il regno dell’elezione “divina” non ponendosi limiti nella ricerca, altrettanto estrema, nei confronti della natura, e che prevede anch’essa l’eliminazione dell’“altro”, ovvero della critica, della restrizione etica e di ogni vincolante remora morale.</p>
<p style="text-align: justify;">Bibliografia</p>
<p style="text-align: justify;">Barbarossa, M. (1999). Trascendenza, razionalizzazione, elaborazione. In M. Aletti e G. Rossi (Eds.), Ricerca di sé e trascendenza (pp. 95-99). Torino: Centro Scientifico Editore.</p>
<p style="text-align: justify;">Freud, S. (1912-13). Totem e tabú. In Opere, Vol. 7 (pp. 7-164). Torino: Boringhieri, 1975.</p>
<p style="text-align: justify;">Freud, S. (1921). Psicologia delle masse e analisi dell’Io. In Opere, Vol. 9 (pp. 261-330). Torino, Boringhieri, 1977.</p>
<p style="text-align: justify;">Jones, E. (1953). The life and work of Sigmund Freud, 3 vols. New York: Basic Books. Trad. it. Vita e opere di Freud, 3 vv. Milano: Il Saggiatore, 1962.</p>
<p style="text-align: justify;">Scheler, M. (1926). Probleme einer Soziologie des Wissens. Bern: Franke Verlag. Trad. it. Sociologia del sapere. Roma: Ed. Abete, 1976.</p>
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